domenica, 09 marzo 2008

Un due tre...

Salve!
Sono ancora in giro, nel caso qualcuno se lo fosse chiesto,non sono stata bene, ora sto meglio e mi è tornata la voglia di scrivere e di raccontarmi un po'.
Sono sempre più numerosi gli amici virtuali, e sempre più accoglienti i posti. Quindi, avendo a disposizione un blog, che per la maggior parte del tempo fa la muffa, e un gattoaldo che, a forza di tirare la cinghia si tramuterà in topo, ho pensato che la finestra giusta fosse questa.
Vi dirò: Sono stata davvero male.

Una maledetta influenza mi ha sepolta sotto kili di coperte per due giorni e tre notti, impedita a svolgere qualunque azione richiedesse di tenere gli occhi aperti.Un vero incubo; pensieri ossessivi, noiosissimi,frammentati, liste interminabili tra le più disparate si avvicendavano nella mia povera caveza e, cosa peggiore di tutte, elementari giochini aritmetici ripetuti fino alla nausea. A farla da padroni,il quattro e il sei...ore di intervallo tra una tachipirina e l'altra, immagino.Una fantasia matematica impressionante.
Quando poi, finalmente e  a fatica sono riuscita ad arrancare fuori dalla coperte, mi si sono aperti gli occhi, e tappate le orecchie. Ho vissuto un altro paio di giorni con la testa dentro la vasca dei pesci. Strana sensazione questa, la gente intorno a me mi appariva più remissiva e paziente.Tutti: famigliari, amici e clienti,bastava sgranare gli occhi, e fare un cenno verso le mie povere inutili orecchie, per indurre un ritmo più calmo.Come da aspettativa, e comunque per fortuna, anche  il frastuono sta lentamente tornando.Vorrei poter dire che è tutto e concludere qui il bollettino medico, tuttavia ci sarebbe una novità dell'ultima ora: la temporanea mutazione in tale Rosa Russo - nella voce neh, solo nella voce...- E, per quanto la mia spiritosissima famiglia insista affinchè io mi eserciti nell' inflessione mancante,prima di abbandonare, in cuor mio mi auguro che per questo giro le mie performance possano considerarsi concluse.
Ed ora direi che è proprio tutto, nel caso vi risparmio il seguito, promesso, e, come direbbero alcuni degli spiritosoni di cui sopra:Ci becchiamo in giro, a presto!
Daria.

 


postato da: Daryda alle ore 17:55 | link | commenti
categorie: varie
sabato, 02 febbraio 2008

L'eleganza del riccio di Muriel Barbery - Riflessione finale -

Devo riconoscere di essere stata frettolosa nel dispensare giudizi prima del termine, vizietto che farei bene a perdere, non è la prima volta, e la ritrattazione è sempre seccante. Intendiamoci, non è una rettifica completa.
Resto sempre dell'idea che il romanzo manchi di coesione;  -traduzione a quattro mani, forse influisce-, che pecchi di un pizzico di pedanteria, e di una spruzzatina di facile filosofia.
Tuttavia non posso negare che abbia toccato certe corde...sulle ultime pagine ho pianto, lacrime di vera commozione.
Non mi succede spesso, mentre per i film sono di un piagnucoloso imbarazzante, con i romanzi mi è capitato solo tre volte- e ne ho letti davvero tanti, più di quelli che riesca a ricordare- La prima a tredici anni, con Love story, letto d'un fiato durante la lezione di lettere,  con il beneplacito dell'insegnante che dopo le prime lacrime, non ebbe cuore di fermarmi. La seconda qualche anno fa, con I lavoratori del mare di Victor Hugo, ma uscivo da un periodo letterario di solo Hugo: dopo L'uomo che ride, Notre Dame de Paris, e I Miserabili, sull'ultima parte  dei Lavoratori del mare, quando  intesi che ogni speranza di un lieto-per una volta-  epilogo  fosse da escludere, ecco il crollo.
E l'ultima oggi,  mentre le ultime pagine di un finale inatteso, sorprendente, che mi rappacificava in un istante con il resto della storia, si consumava, lasciandomi con il dispiacere dell'abbandono, della conclusione.
postato da: Daryda alle ore 21:52 | link | commenti (1)
categorie: film e libri
venerdì, 26 ottobre 2007

E per cambiare, film


I miei cinque film preferiti.


1- Fargo-1996- Fratelli Coen.
A pieno diritto il primo della lista, fosse solo per le innumerevoli volte che l’ho visto. Ottimo thriller, del quale ogni singolo passaggio mi è così famigliare, da risultare confortante. Una storia come tante, magistralmente portata in scena da questa grande coppia di registi.

2- I Soliti Sospetti-1995- Bryan Singer.
Assolutamente per l’innovazione,per  la costruzione della trama, per come ogni singolo tassello si incastra alla perfezione. E naturalmente, per Kaiser Soze...

3- Pulp Fiction-1994-Quentin Tarantino.
Quentin non poteva mancare, sono una fan. La possibilità poi, con questo film in particolare, di ottimizzare guardando lo spezzone giusto per il momento, lo fa salire in graduatoria.

4- I Soliti ignoti-1958-Mario Monicelli.
Perché è cinema di mestiere, e gli anni sono quelli giusti per il cinema di casa nostra. E’ geniale,un capolavoro della commedia all’italiana, dotato di una comicità che non perde smalto nel tempo, anzi ne acquista.

5- Blade Runner-1982-Ridley Scott
Ebbene si:”Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare...” Il genere fantascienza è tra i miei preferiti, questo film  precursore di tutto quello che verrà in seguito, non ha bisogno di altre parole, tranne forse che persino Harrison Ford  è guardabile.
postato da: Daryda alle ore 20:18 | link | commenti
categorie: film e libri
martedì, 16 ottobre 2007

Effetti speciali, ma anche no



Direi che il cinema contemporaneo ha metabolizzato per bene gli effetti speciali, umanizzandoli, rendendoli facilmente assimilabili, raggiungendo una tecnica decisamente notevole.
Sto pensando, per citare un paio di film, a “Spider man”  piuttosto che “I fantastici quattro”.- non chiedetemi a quale sequel mi riferisco, di solito non ne reggo più di due, il terzo lo trovo inutile,a meno di non rinnovarsi completamente, vedi  la saga di “Star Wars", tuttavia...
Le trame sono irrilevanti, peccato che ‘sti americani ce la vogliono mettere a tutti i costi, e pure con tanto di morale, nondimeno è talmente poco subliminale, da risultare innocua. Così quando spider man passa, solo momentaneamente alla tutina nera, sai già che non potrà durare, e ti godi l’attimo.

Nessun confronto però, tra la tecnica più raffinata e una buona recitazione.
Quando poi il film non è tra i più conosciuti, quando consideri che forse poteva sfuggirti e invece te lo stai inaspettatamente gustando...bè è ancora meglio. E’ un film lento, ma con la connotazione  positiva di questo termine: riflessivo, intimista quanto basta, convincente. Mi riferisco a : “Breach” L’infiltrato, regia di Billy Ray, con un bravissimo Chris Cooper, in una parte letteralmente cucita addosso: bigottismo-perversione-tradimento. Un bel mix pesante da comunicare, e quest’ attore ci riesce egregiamente. Coprotagonista,  un altrettanto bravo Ryan Phillippe- fondamentale dire che assomiglia molto a mio figlio, anche se lui è l’unico a non rilevare tale somiglianza-già notato in altri due film: “Five Fingers” e “Gli scherzi del cuore”- deliziosa commedia drammatica-
Tornando a “Breach”, ho letto una recensione nella quale  viene definito un thriller mozzafiato, mica vero.
La trama, basata su un fatto realmente accaduto, è sostanzialmente svelata fin dall’inizio;al regista non resta che raccontare una storia, e gli ingredienti per farlo bene li aveva tutti.
postato da: Daryda alle ore 22:35 | link | commenti
categorie: film e libri
giovedì, 02 agosto 2007

The Departed and Leo

The Departed-Il Bene e il Male.

Ottimo film di Martin Scorsese, un poliziesco ambientato a Boston, guerra di mafia, polizia, agenti infiltrati; un ritmo molto ben sostenuto,privo di momenti vuoti o di noia, e questo senza imporre dialoghi logorroici ai personaggi, vedi Tarantino-n.d.r. adoro Quentin- Uso ragionevole della telecamera,magari non molti piani sequenza fissi, ma nemmeno riprese in movimento convulso.Un cast da vero cinema, da cinema di mestiere, tutti all’altezza. Sul mostro di Nicholson che dire, mamma natura ha già fatto molto dotandolo di una faccia che fa da sola metà del lavoro…
Billy-Leo-(Di Caprio) è l’attore che mi ha colpito di più, l’ho trovato molto cresciuto, e non solo nella massa muscolare, è maturo, credibile in una parte non facile che prevede una forte carica di tensione, che gestisce senza esitazione  fino alla conclusione. Niente a che vedere con il Leo faccia da culetto di bimbo del celeberrimo "Titanic", anche se, va detto, il buon Leo aveva già mostrato di essere un ragazzo talentuoso in precedenza. In: “Buon compleanno Mister Grape” ad esempio, dove interpreta la parte impegnativa di un ragazzino handicappato, anche "In Poeti dall’inferno" non è male, pur essendo poco  convincente nel ruolo del dannato-sempre per quella dannata pelle di pesca-
In "The Departed": non è biondo, non ha tratti femminei, ha le sopracciglia costantemente corrugate, ed è notevolmente incazzato, me gusta.
postato da: Daryda alle ore 20:40 | link | commenti (1)
categorie: film e libri
domenica, 17 giugno 2007

AVVISO

Per quelli che passano di qui.

 

Il blog è  momentaneamente chiuso, o quasi,  vorrei dire per ferie, ma non è così: per intenso lavoro, cambiamenti e sconvolgimenti nei ritmi, un tempo tranquilli, della blogger in questione.

Indi per cui, in attesa di riprendere orari più...consoni, credo che per un po’ il mio gattoaldo si troverà a tirare la cinghia. Prometto, tempo permettendo, qualche bocconcino di tanto in tanto, per non farlo deperire troppo.

 

Un abbraccio a tutti e un bacio.

Daria

postato da: Daryda alle ore 17:30 | link | commenti (3)
categorie: varie
domenica, 27 maggio 2007

Il Profumo - Romanzo -

Purtroppo, la visione dell’omonimo film  avvenuta prima della lettura del libro di Suskind mi ha, almeno in parte, tolto il piacere della scoperta.
Per questo  ho voluto centellinare la lettura, per consentire alle parole-in questo particolare caso più incisive delle immagini- di farsi strada nel mio immaginario, di colmare i vuoti lasciati dal film.
Per questo motivo, e perché non avevo nessuno che premesse per leggere più in fretta...

Mi piace il ritmo incalzante con il quale il racconto prende il via; l’insistenza  nel ripescare quella ”puzza”-termine che solo nella prima pagina è ripetuto non meno di venti volte- l’immersione è già avvenuta, un organismo palpitante, enorme, simile  ad un ammasso di vermi incolori, il puzzo si diffonde.Un linguaggio ricco, dettagliato e meticoloso nelle ricostruzioni dei procedimenti, l’aroma si propaga.
In questa parte della lettura,  mi sono sentita “disturbata” da Dustin Hoffmann, il Baldini cinematografico, le immagini del piccolo grande attore si sovrapponevano alla storia  lì davanti ai miei occhi, mirabilmente scritta. In  seguito, rimasta sola con Grenouille, nulla più si è intromesso tra le parole e le percezioni. Le oscenità e le nefandezze descritte con dovizia di particolari,l’impermeabilità morale del personaggio Grenouille, senza colpa. La fine cruenta delle vittime, inevitabile passaggio conclusivo. Non c’è un disegno criminale, potesse Grenouille avere la collaborazione passiva delle vittime, queste non sarebbero più tali.
Anche nell’ultima parte del libro, le immagini della dispersione dell’essenza sulla folla orgiastica si sono sovrapposte alle parole, ma non come disturbo, ho l’impressione che sul finale l’autore abbia un po’ accelerato il passo... Oppure un piacere del quale avrei voluto godere  ancora, mi è stato tolto,in ogni caso è stato delizioso lasciare che forme e parole si fondessero.
Non si fosse capito, romanzo magnifico.

postato da: Daryda alle ore 19:18 | link | commenti (2)
categorie: varie
lunedì, 21 maggio 2007

Storielle e sogni


Antefatto

Qualche anno addietro la frequentazione piuttosto  costante di un forum, mi portò a stabilire un  piacevole feeling virtuale con una cara persona, un poliedrico galantuomo napoletano, un artista. Suonatore nei piano bar, e in gioventù voce solista di un gruppo che si  esibiva su navi da crociera. Un uomo in età, colto, che tanto aveva letto, viaggiato, vissuto. Un vezzo comunicativo per il “conte”- pseudonimo usato nel forum- quello delle citazioni, vezzo questo che riusciva a gestire con sapienza e stile, senza farsi prendere da raptus da eccessivo uso, evitando così al branco fastidiosi attacchi di mal di pancia. Scrittore a tempo perso di deliziosi “acquarelli napoletani”, ritratti di gente comune, accompagnati da un discreto uso del dialetto.
Va da se’ che insieme ad  un paio di amichette di tastiera, fummo prese da irrefrenabile curiosità; volevamo vederlo, almeno in fotografia. Già, perché il conte glissava, con galanteria, ma glissava i vari incontri che ci furono in quel periodo; cosa che fece anche con la sua immagine, che ci raccontò minuziosamente, ma che non vedemmo mai.
Il forum morì di morte naturale.
Qualche mail di tanto in tanto.
Un’incisione su nastro di un’interpretazione del conte di “Luci a San Siro”, ne esce una voce calda, profonda.


Fu in uno di quei giorni di giocoso tormento, mentre tentavamo, senza successo, di far uscire allo scoperto il caro amico, che lo sognai.

Il sogno

L’incontro avvenne ai bordi di una strada di campagna, c’erano filari di alberi molto alti, forse pioppi. Io ero già in attesa da un po’, quando sopraggiunse una piccola automobile, molto rumorosa ma forse, era musica ad alto volume.Si fermò a pochi metri da me, ne uscì una giovane donna giamaicana che si sbracciò salutandomi.
“Dolce! –era l’appellativo con il quale era solito rivolgersi a me- sono io, il conte!!!”
Non ebbi il tempo di riprendermi dalla sorpresa, quando dalla macchina scese un bambino, di 5-6 anni- figlio del...conte, ragazza madre come avrei scoperto più tardi-.
Questo in sostanza il succo del sogno.
L’amico napoletano, al quale lo raccontai con calma pochi giorni dopo, non prima di averlo opportunamente tenuto sulle spine, incassò bene.
Autore, tra le altre cose, di quadri astrologici personalizzati appassionato di arti divinatorie,se ne uscì con un: “Va buono così! Credevo peggio, e una bella emoticon risata”.

Sevi

Qualche anno dopo, per la precisione nei giorni scorsi, dopo un lungo periodo di disintossicazione forumistica e, ormai, un altrettanto lungo periodo di assiduità, al presentarsi di una situazione analoga, a seguito di un tormento, devo riconoscere più insistente, certamente meno giocoso, rieccolo: Il sogno

Premessa: Non posso a questo punto, se non di sfuggita, delineare i tratti del personaggio Sevi, primo perché mi sta leggendo, secondo perché sarebbe presuntuoso farlo, la conoscenza è molto meno datata rispetto alla precedente, c’è simpatia, questo si.

Il sogno

Questa volta ricevo una telefonata, è Sevi che mi sta aspettando, con un tono un tantino seccato mi  fa notare che l’ora è giusta per raccogliere le erbe, di non tardare.
Mi ritrovo nel mezzo di una radura-pioppi o radure, mica per niente sono giardinauta- e nel contempo- cosa che scoprirò solo dopo un paio di giorni di scervellamento, nella scena, riveduta e corretta, di un film. Davanti a me accaldata e scarmigliata, Sevi-Enrichetta, l’attrice è Elaine May, in compagnia del grande Walter Matthau, il titolo del film,una commedia noir-brillante: E’ ricca, la sposo e l’ammazzo...immagini confuse, fine del sogno.

Ho cercato qualche collegamento che non fosse imputabile solo alla mia...curiosità, non l’ho trovato, bè non ho nemmeno scavato a fondo.
Come promettere che sia finita così? Chissà, magari la prossima volta Sevi vestirà i panni di Sharon Stone, in Basic Instinct, oppure quelli del padre del bambino della conte-ssa giamaicana.



postato da: Daryda alle ore 11:33 | link | commenti
categorie: varie
venerdì, 04 maggio 2007

Profumo

Quasi da subito, dopo le prime scene, ho rimpianto di non  aver prima letto il libro, oppure, ma questo lo saprò solo tra un po’, di non aver letto solo il libro.
La storia narrata in “Profumo” film di Tom Tykwer, tratto dal romanzo di Patrick Suskind è certamente degna di nota: sorprende e coinvolge.Il protagonista,in forza della sua immagine quasi anonima è azzeccato, l’attenzione è concentrata sul viso, sulla dilatazione delle narici, attraverso le quali un mondo fatto di  afrori violenti e di soavi profumi entra, con eguale prepotenza.
La regia è un tantino monotona, telecamera quasi sempre fissa sul personaggio principale, scenari di degrado estremamente enfatizzati, caotici.Un assassino candido,con l’unica “colpa” di essere nato, uccide giovani donne con l’intento di catturare, preservare l’essenza, l’odore degli odori, il profumo dell’amore universale.
Molto bella la scena finale  della dispersione dell’effluvio tra la folla, e le scene girate in Provenza tra gli sconfinati campi di lavanda.
In conclusione: Il film mi ha ricordato una delle mie letture preferite,“Il ventre di Parigi” di Emile Zola, senz’altro perché incentrato sugli odori. Dubito molto che una trasposizione cinematografica di quest’opera possa, anche solo in parte, trasmettere le sensazioni così mirabilmente descritte nel romanzo.-La cucina pregna di odori,  della  morbida Lisa,  il sanguinaccio appeso a colare e raffreddare le dita impazienti a staccarne un pezzo ancora caldo  per portarlo alla bocca-Questo  mi ha fatto pizzicare le narici ( da notare che l’idea del sanguinaccio mi rivolta)
Al mio sensibile  nasino Profumo il film, non ha fatto questo effetto, sono fiduciosa nelle parole scritte.
postato da: Daryda alle ore 14:58 | link | commenti (2)
categorie: film e libri
mercoledì, 25 aprile 2007

La festa di compleanno


La sera tardi,nell'accogliente salottino delle sorelle Rossi, una sola luce era accesa: quella di una piccola, vezzosa, lampada Liberty. Dalle imposte spalancate della grande portafinestra le due donne potevano godere di un maestoso tripudio di luci. Quello artificiale, offerto dallo spettacolo pirotecnico che ogni estate era allestito in occasione della festa del paese; e quello naturale, mozzafiato, di una magnifica stellata sullo sfondo di un cielo scurissimo, finalmente sgombro da nubi.

“’Sta a vedere che la gamba matta del Battista ,la ghera resu’!”[1] esclamò la Clide alzandosi e avvicinandosi alla finestra con lo sguardo rivolto all'insù.

Aveva ragione difatti, il 15, ferragosto, compleanno della nonna Maria, una splendida giornata di sole accolse l’allegra combriccola su, alla “Spianada” dell’amico ristoratore. “Possiamo iniziare vero? Dè chei che ghin, manca nissùn!”[2] dichiarò col suo vocione il buon Gualtiero, a seguito della consueta rumorosa risata.
Alla fine del lauto pasto le danze furono aperte dal Gualtiero in coppia con la sempre affascinante Sophie, dopo tanti anni, e molti accadimenti, quella era la prima volta che il gigante teneva tra le braccia la delicata cerbiatta, riuscendo nel contempo a volteggiare incredibilmente leggero.
Paolo ballava con la nonna alla quale brillavano gli occhi per l’eccitazione, e le minuscole gote spiccavano, rosse e lucide, come la buccia di una mela tirata a festa. Anche il Giuseppe, con  modi ineccepibili, si avvicinò ai Filzetti, rivolgendo alla Bettina un cortese invito a seguirlo in pista.
Cip e ciop vigilavano soddisfatte.
“Mi sembra che stia andando tutto per il meglio, che dici Ines?”
“Si...ma guarda che faccia triste che l’ga’ el Filzetti, lui non sa ballare"
“...Dove stai andando Clide!”
“Geometra! Ti ho mai detto di quella volta che ho svegliato la Ines con la danza del ventre stile Casadei?” Il Filzetti già sorrideva incuriosito, “No, questa la savevi no!”[3]
Tirando vicino la seggiola, la Clide prese posto accanto al Filzetti, non prima però, di aver ricacciato con un gesto brusco gli occhiali sul naso, e di aver lanciato una strizzatina d’occhio verso la sorella.

“Allora...”

 

F i n e.

 

[1] ... aveva ragione

[2] ... Di quelli che ci sono non manca nessuno

[3] No, questa non la sapevo

postato da: Daryda alle ore 18:22 | link | commenti (4)
categorie: sentieri comuni

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